Cosa fare dopo il decesso

Cosa fare dopo…

LA DENUNCIA DI SUCCESSIONE : La denuncia di successione è obbligatoria qualora la persona defunta lasci in eredità beni immobili (terreni e fabbricati) e deve essere presentata entro 1 anno dalla data del decesso dagli eredi, i quali devono pagare le imposte ipotecarie e catastali.

La dichiarazione presentata da uno degli eredi ha effetto per tutti e non richiede l’intervento del notaio.

Documentazione richiesta: – certificato di morte; – estratto dell’atto di morte; – stato di famiglia del defunto alla data del decesso; – stati di famiglia degli eredi; – atti di provenienza degli immobili (rogiti di compravendita, divisione, permuta, donazione, dichiarazioni di successione, sentenze di usucapione, …); – codice fiscale del defunto e degli eredi; – eventuale testamento; – ultima dichiarazione dei redditi del defunto (se presentata).

L’Agenzia Sanna di Senorbì saprà dare indicazioni precise sulla materia, professionisti abilitati potranno illustrare, sulla base delle disposizioni di legge, ogni dettaglio ed ogni opportunità in relazione ai beni oggetto della successione.

Sono a disposizione dei clienti la consulenza di affermati studi professionali per l’adempimento delle pratiche legali per sbloccare la successione della casa e terreni, per comunicazioni di variazioni al catasto, per le pratiche di reversibilità pensionistiche, per riscossione di ratei pensionistici maturati, cancellazioni anagrafiche, redazione di estratti e certificazioni di morte per sbloccare i conti bancari e postali.

IL LAVORO E L’IMPIEGO : Occorre verificare il diritto alla liquidazione della retribuzione maturata, mensilità aggiuntive e ferie non godute; il diritto alla liquidazione dell’indennità sostitutiva del preavviso e dei trattamenti di fine rapporto o di fine servizio.

In caso di decesso di un lavoratore dipendente gli eredi vantano, nei confronti del datore di lavoro, tutti i diritti maturati dal dipendente (liquidazione, indennità di preavviso, …). Il diritto degli eredi a richiedere tali somme si prescrive in 5 anni dalla data di morte.

Del decesso devono essere informati:

1. il datore di lavoro e l’ufficio del lavoro;

2. gli istituti di credito;

3. Se il deceduto era un pensionato Inps: una Legge del 2014 e una successiva circolare dell’Inps, ha stabilito l’obbligo di invio della pratica di constatazione del decesso all’Inps da parte del medico che accerta la morte del pensionato, entro 48 ore dal decesso.
Questo nuovo obbligo dovrebbe, a rigor di logica, far cadere l’obbligo da parte del parente, o dei parenti, del defunto, ma la legge non lo dice esplicitamente, in quanto aggiunge e non sostituisce la previsione della legge del 1979 che imponeva invece la comunicazione a opera della famiglia del defunto. Consigliamo di comunicare l’avvenuto decesso del pensionato anche per via telematica direttamente dal sito dell’Inps.
4 gli istituti assicurativi. Se esistevano polizze sulla vita o di altro tipo occorre provvedere quanto prima a comunicare l’accaduto rispettando tempi e modi eventualmente previsti nelle condizioni di polizza.

LE ASSICURAZIONI : Le assicurazioni stipulate dal defunto possono essere di diversa natura. Dopo accurata ricerca si dovrà procedere ad informare la compagnia di assicurazione in merito al decesso della persona interessata.

ASSICURAZIONE AUTO: Gli eredi hanno anche l’obbligo di effettuare il cambio di intestazione dell’assicurazione RC auto. Pur non esistendo termini perentori è comunque consigliabile rivolgersi tempestivamente alla compagnia assicuratrice per le opportune verifiche.

ASSICURAZIONE VITA: In merito alle assicurazioni sulla vita occorre presentare immediata denuncia alla società assicuratrice e attendere le disposizioni conseguenti. Sarà bene ricordare che i premi di queste assicurazioni non sono tassabili e che, quindi, non devono essere riportati nelle dichiarazioni di successione.

Le compagnie di assicurazione sono tenute a risarcire tutti i danni subiti in conseguenza di incidente stradale. La procedura deve essere attivata nel più breve tempo possibile per non pregiudicare una tempestiva istruttoria della pratica; in ogni caso il codice civile prevede che il diritto al risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie si prescrive in due anni.

In questi casi specifici la nostra Agenzia si adopera per offrire una soluzione rapida alle famiglie che decidono di farsi aiutare da noi. Questo grazie alla collaborazione con uno studio professionale che si occuperà di sbrigare tutte le pratiche necessarie in tempi più rapidi possibile per ottenere i dovuti risarcimenti.

LE UTENZE : Non sono previsti termini temporali perentori per il subentro nell’intestazione di bollette, tasse e contratti legati agli immobili, ma si consiglia di provvedervi in tempi brevi.

– Disdetta del contratto: telefonare al numero verde indicato nelle bollette e trasmettere le informazioni richieste. Per le utenze locali presentarsi agli uffici di zona con l’ultima bolletta e lettura del contatore.

– Subentro al contratto: prima di procedere, come per la disdetta a contattare il gestore, munirsi del codice fiscale dell’interessato al subentro.

GLI ISTITUTI DI CREDITO : Si consiglia di contattare tempestivamente l’istituto di credito al quale dovranno essere riconsegnati gli assegni non utilizzati dal deceduto, i bancomat, le carte di credito.

Le posizioni bancarie e postali intestate al defunto possono essere volturate a nome degli eredi.

La firma per la chiusura di un conto corrente costituisce “accettazione tacita di eredità”, quindi preclude la possibilità di optare per la rinuncia.

Se il defunto era titolare di un conto corrente occorre comunicare il decesso alla banca che provvede immediatamente al blocco. Occorre poi presentare la documentazione richiesta (tra cui la denuncia di successione, il certificato di morte e la copia autenticata del testamento, se c’è) per ottenere lo sblocco e per procedere alla divisione del saldo tra gli eredi. Lo stesso accade per i conti titoli collegati al conto corrente principale.

Per i libretti di risparmio al portatore, il possessore ne può riscuotere sempre il saldo.

I conti personali del defunto sono immediatamente ed automaticamente bloccati.

Le procure sottoscritte cessano la propria efficacia al momento del decesso, ad eccezione delle procure esplicitamente finalizzate al post-mortem.

Per il C/C intestato al defunto, il saldo può essere riscosso solo per successione.

Per il C/C con firma congiunta, se un intestatario muore il saldo si ritira solo per successione.

Per il C/C con firma disgiunta di due o più persone, se un intestatario muore, il saldo si ritira solo per successione; è possibile per gli altri intestatari, prima dell’evento luttuoso, fare un prelievo.

Oltre al certificato di morte l’Istituto di credito fornirà tutti i dettagli in relazione alla documentazione necessaria per le diverse operazioni.

Gli Istituti possono chiedere:

– dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante gli eredi;

– atto notorio attestante gli eredi che può essere predisposto da un notaio oppure presso la cancelleria del tribunale.

Per il mutuo, gli eredi di un soggetto intestatario o contestatario hanno l’obbligo di effettuare l’accollo presso l’istituto che ha concesso il mutuo. L’accollo consente agli eredi, se in possesso dei requisiti soggettivi, di fruire in sede di dichiarazione dei redditi della detrazione d’imposta.
Non esiste un termine perentorio, tuttavia per non perdere la detraibilità è bene effettuare l’accollo tempestivamente.
Se all’atto della stipula del mutuo il mutuatario poi defunto avesse sottoscritto un’assicurazione “premorienza mutuatari o temporanea caso morte”, in caso di decesso salvo particolari eccezioni la quota residua di sua competenza si estingue.
COME RISOLVERE IL PROBLEMA DEI CONTI CORRENTI BLOCCATI DOPO IL DECESSO

Uno dei problemi che ci siamo trovati ad affrontare spesso dopo il decesso è quello dei conti correnti bloccati.

Capita infatti, soprattutto nel caso di due coniugi, di avere un conto cointestato.
Dalla co-intestazione si hanno una serie di vantaggi tra cui le spese di apertura, che sono relative ad un unico conto.

Il problema insorge però dopo il decesso di uno degli intestatari.
In quel momento infatti (in caso di firma congiunta) la banca congela il conto corrente, e non dà possibilità agli altri intestatari di eseguire alcuna operazione fino a quando non vengono presentati alcuni atti:
– autocertificazione e dichiarazione di morte
– atto di successione,
ma a seconda degli istituti di credito possono esserne richiesti altri.

Questo temporaneo blocco del conto si traduce in un grande disagio:
il coniuge e i familiari, in questo momento, si trovano a dover sostenere diverse spese (funerale, pratiche burocratiche…).

Ovviamente, con il conto corrente bloccato si è costretti a ricorrere ad altri mezzi.

Il blocco dei conti in queste situazioni è sempre fonte di problemi arrecati alla famiglia.
E le cose peggiorano ulteriormente quando costoro si credono obbligati a rivolgersi a un notaio per gli atti di successione, il che comporta ulteriori spese in realtà non dovute.

Questo perché in molti casi (quando non ci sono situazioni particolarmente complesse) queste pratiche burocratiche possono facilmente essere svolte da un studio professionale abilitato.

La nostra Agenzia si adopera per offrire una soluzione rapida alle famiglie che decidono di farsi aiutare da noi.
Questo grazie alla collaborazione con uno studio professionale che si occuperà di sbrigare tutte le pratiche necessarie in tempi più rapidi possibile.

Mettiamo le nostre competenze e la nostra esperienza quanto più possibile al servizio della nostra comunità, di Senorbì e di tutti gli altri paesi che necessitano della nostra assistenza.

ADEMPIMENTI FISCALI : Gli eredi rispondono degli adempimenti fiscali in essere della persona defunta e ne danno comunicazione agli uffici dell’Agenzia delle Entrate competente.

Uno solo degli eredi presenta la dichiarazione dei redditi per conto del defunto.

Tutti i termini pendenti alla data della morte del contribuente sono prorogati ipso facto di sei mesi in favore degli eredi.

Il possesso di immobili determina l’obbligo di versare l’IMU, calcolata fino alla data del decesso a nome del contribuente deceduto. Dalla data del decesso in poi l’IMU sarà dovuta dagli eredi.

CONTRATTI DI LOCAZIONE :

Edifici di proprietà privata: In caso di morte del conduttore, al contratto succedono di norma gli eredi conviventi alla data del decesso; il decesso del proprietario non produce conseguenze.

Edifici di proprietà pubblica: In caso di morte del conduttore di norma al contratto succedono gli eredi conviventi alla data del decesso che siano in possesso dei requisiti indicati nella normativa regionale applicabile.

PARTECIPAZIONI SOCIETARIE O COOPERATIVE La trasmissibilità agli eredi delle quote di partecipazione possedute dal defunto è regolata dall’atto costitutivo della società.

Gli eredi possono avere diritto alla liquidazione della partecipazione oppure subentrare nella società al posto del deceduto.

CONSORZIO DI BONIFICA Il pagamento del canone spetta a chi detiene il possesso dell’immobile alla data del 1° gennaio di ogni anno. Gli eredi devono dare comunicazione del
decesso al consorzio competente per territorio.

PASSAGGIO DI PROPRIETÀ VEICOLI ISCRITTI AL PRA Il veicolo lasciato dal defunto non deve essere inserito nella dichiarazione di successione, ma bisogna modificarne l’intestazione al Pubblico Registro Automobilistico trascrivendo negli archivi l’accettazione di eredità e aggiornando la carta di circolazione presso la Motorizzazione Civile.
Occorre presentarsi allo Sportello Telematico dell’Autista, presso gli uffici dell’ACI, con una serie di documenti riguardanti il veicolo, gli eredi, il defunto e l’eventuale testamento.
In caso di più eredi, se si vuole intestare il veicolo a uno solo di essi i passaggi sono due: iscrivere il mezzo a nome di tutti gli eredi e poi trascriverlo a favore del solo a cui verrà intestato.
Non esiste un termine perentorio dal momento del decesso; è tuttavia consigliabile, soprattutto se il veicolo è in circolazione, effettuarlo in tempi brevi.

FORMALITÀ VARIE : Destinazione dei documenti del defunto:
– Patente: spedire alla motorizzazione civile.
– Passaporto e porto d’armi: riconsegnare alla questura.
– Carta di identità: riconsegnare al Comune.
– Tessera sanitaria: può essere conservata come ricordo.

POSSESSO DI ARMI : Qualora non si decida di venderle o di consegnarle ai competenti organi della Difesa, dare immediata comunicazione alla questura o alla caserma dei Carabinieri e chiedere apposita autorizzazione a conservarle. Ottenuto il nullaosta si provvederà a fare la denuncia di detenzione di armi in carta bollata.

SPESE MEDICHE : Le spese mediche del defunto, se pagate dopo il decesso, possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi degli eredi che hanno sostenuto l’onere anche se il documento di spesa è intestato al deceduto.

DETRAZIONE SPESE FUNEBRI AI FINI IRPEF : Nella dichiarazione dei redditi, per l’anno successivo a quello delle spese sostenute per ogni evento luttuoso, è possibile una detrazione d’imposta nella misura del 19% sull’importo complessivo di € 1549,37 ovverosia € 294,38.
E’ possibile portare in detrazione le spese sostenute per i funerali anche se non sono di parenti, ma anche di conoscenti e amici

SPESE FUNEBRI: È POSSIBILE DETRARRE L’ACQUISTO DEL LOCULO ? : Secondo il Testo Unico delle imposte sui redditi, sono detraibili come spese funebri, i costi sostenuti a diverso titolo: è possibile scaricare, le spese relative alle onoranze funebri, quelle per gli annunci funebri e per i diritti cimiteriali pagati al Comune.

La spesa per l’acquisto del loculo rientra tra quelle detraibili, ma, perché si possa scaricare dalle imposte, tale spesa deve essere sostenuta in occasione della morte di una persona: infatti l’Agenzia delle Entrate chiarisce in una circolare che deve esserci, nel collegamento tra la morte di una persona e i costi sostenuti, un criterio di attualità: pertanto, un cittadino che acquisti o prenoti un loculo in previsione della propria morte per sollevare gli eredi da questa incombenza, non essendo in diretta dipendenza dalla morte dell’individuo, non è detraibile.

La stessa indicazione vale peraltro quando la spesa avviene in un tempo successivo alla morte, ad esempio in relazione al trasferimento del defunto in altro loculo.

TELEFONIA FISSA E MOBILE : La legge impone alle compagnie telefoniche di rendere possibile il recesso dal contratto in qualsiasi momento.
Per recedere è indispensabile scrivere una lettera di recesso o compilare un modulo prestampato messo a disposizione dalla compagnia di telefonia. Il modulo deve riportare tutti gli estremi del contratto, i dati del defunto e quello dell’erede e allegando:

1. autocertificazione di dichiarazione del decesso dell’intestatario;
2. una fotocopia di un documento d’identità dell’erede;
3. fotocopia del codice fiscale del nuovo titolare
4. fotocopia del certificato di morte
5. un recapito telefonico per eventuali comunicazioni.

La lettera deve essere spedita tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Spesso può essere utile l’invio via fax del modulo (che comunque non sostituisce la raccomandata).
Nella lettera/modulo va richiesto in modo specifico la cessazione con decorrenza immediata dell’utenza per decesso dell’intestatario.
Nella telefonia mobile le tipologie di contratto sono diverse, e a seconda dell’abbonamento ci possono essere dei dispositivi mobili in comodato gratuito di alto valore. La cosa migliore è recarsi in uno dei negozi autorizzati per farvi consigliare al meglio se scegliere la restituzione e chiusura dei contratti o un eventuale subentro (e a quali condizioni e tariffe).
Il subentro permette di variare gratuitamente l’intestazione del contratto telefonico a favore di un erede, senza interruzione della linea.
Per richiederlo si può: chiamare il Servizio Clienti del gestore della linea telefonica che effettuerà un Verbal Ordering ,(registrazione della conversazione in cui viene espressa la volontà di subentrare).
Prima di inviare la documentazione è comunque consigliabile richiedere informazioni precise al servizio clienti del gestore della linea, per verificare la sussistenza di specifiche clausole, la presenza di apparecchi, modem a noleggio, ecc.
Ricordatevi inoltre che, una volta effettuato il subentro, la domiciliazione bancaria della fattura decade, quindi se volete mantenere l’addebito su conto corrente bancario, dovrete fare una nuova richiesta.
Anche nel caso di disdetta dovrete chiedere alla banca di informarvi nel caso arrivino bollette con domiciliazione, essendo i conti del defunto bloccati, esse non “usciranno” automaticamente dal conto, e per il periodo di transizione potrebbero comportarvi problemi di mora.
Di seguito i numeri di telefono dei principali gestori di telefonia in Italia:
Telecom: Numero di telefono 187;
Wind Infostrada : Numero di telefono 155;
Vodafone : Numero di telefono 190;
Tiscali : Numero di telefono 130 (o 192 130 se si tratta di un contratto Business);
Fastweb : Numero di telefono 146 (o 192 193 se si tratta di un contratto Business).

La nostra Agenzia si adopera per offrire una soluzione rapida alle famiglie che decidono di farsi aiutare da noi. Questo grazie alla collaborazione con uno studio professionale che si occuperà di sbrigare tutte le pratiche necessarie in tempi più rapidi possibile. Mettiamo le nostre competenze e la nostra esperienza quanto più possibile al servizio dei nostri clienti di Senorbì e di tutti gli altri paesi che necessitano della nostra assistenza.

Siamo la prima agenzia funebre in Sardegna ad aver realizzato una Casa Funeraria, per rendere onore alla salma e offrire alle famiglie un posto confortevole per la commemorazione dei loro cari.

Siamo reperibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Tel. 070 980 87 36 cell.349 322 68 68

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